after the damages academy

La proposta per il workshop:

Lavorare per e con le comunità: il disastro come motore per la resilienza

Il gruppo, composto da diverse figure professionali (5 architetti, un geografo, un’ economista specializzata in arte cultura e spettacolo) crede fortemente nella collaborazione e nella sinergia di un team multidisciplinare che si occupi di intervenire a seguito di catastrofi di varia natura (economiche, sociali, ambientali) programmando interventi immediati che possano però già essere definizione della pianificazione a lungo termine, superando la spontanea risposta dell’emergenza. 

Lo strumento è la progettazione partecipata, che non significa tutti progettano, bensì trattasi di un processo basato sull’ascolto, l’analisi e la riformulazione delle necessità attraverso precise competenze professionali.

Le comunità sono elementi chiave del processo di ricostruzione dopo i forti impatti critici sul loro territorio, la proposta di generare un processo partecipativo è supportata dall’idea dell’apprendimento e della conoscenza. 

Una condivisione di educazione dove ad imparare è la collettività ma è anche il team che interviene. 

Analisi, ascolto, approfondimento e ricerca permettono di restituire modelli di intervento affrontati da più competenze e semplificati per poter essere compresi da tutti, modelli che possano rispondere alle esatte esigenze del territorio in cui si interviene, non schemi prestabiliti bensì formati dalla situazione e dalla cultura in cui si interviene. Il team è chiamato a conoscere l’esatto territorio (popolazione e edificato) su cui deve agire.

Crediamo che il processo partecipativo possa collegare le persone promuovendo soluzioni migliori, le aree distrutte possono essere terreno di discussione sull’idea stessa di architettura, una grande catastrofe può essere rimescolamento di radici e di nuove forse, aiutando a definire nuovi modelli.

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